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Ha senso confrontare fra la televisione digitale terrestre e la tv via internet?

martedì 26 maggio 2009

No, semplicemente perché se il programma trasmesso è lo stesso, l'effetto sul pubblico è lo stesso.
Come detto in altri punti di questa guida, la "televisione" in senso culturale, logico, è del tutto indipendente dal mezzo di trasmissione fisico.
Potrebbe cambiare il modo in cui la visione è tariffata: via cavo il costo dell'evento potrebbe essere accreditato direttamente sulla bolletta. Non ha senso confrontare due sistemi di trasmissione dati, uno wireless ed uno wired, che nascono con due scopi fondamentalmente diversi.

La rete internet si basa sul concetto di connessione "punto-punto": due computer si mettono in comunicazione fra loro e si scambiano dei dati, è il più lampante esempio di "narrowcast".
Una rete "broadcast" e senza fili, com'è il sistema DT, è per definizione una rete (monodirezionale) "punto-infiniti punti", quindi massimamente efficiente per trasmettere contenuti audiovideo (che necessitano di larga banda) uguali per tutti e nello stesso momento, cioè il tipico programma televisivo in diretta ad esempio.
Le prestazioni di una rete "punto punto" dipendono dal numero di client connessi ovvero dal numero di ricevitori contemporaneamente collegati: è possibile che uno stesso "computer-trasmettitore" sia collegato a più di un "client-ricevitore" ma c'è un limite chiaro alla possibilità di gestire tante connessioni contemporanee. In pratica all'aumentare dei ricevitori diminuiscono le prestazioni fino al collasso generale del sistema. In poche parole non funzionerebbe per vedere la partita di una qualunque squadra di serie A, decine di migliaia di clienti connessi, a meno di non ingigantire tutta l'infrastruttura di rete di trasmissione dati, con investimenti enormi e francamente inutili visto che esiste una infrastruttura tecnicamente più efficiente per la trasmissione di un flusso di bit a banda larga verso milioni di clienti senza risentire del carico.
Il sistema di trasmissione chiamato "digitale terrestre", invece, rende possibile la trasmissione senza filo, ventiquattro ore al giorno, di un flusso di bit pari a 24 Mbit/s per ogni frequenza occupata e per infiniti clienti-ricevitori, il cui numero non influenza le prestazioni del sistema. Le differenze nell'uso crediamo siano a questo punto evidenti.

Il fatto che chiunque possa "trasmettere" i suoi video su internet non ha nulla a che vedere con la televisione comunemente intesa e nemmeno la possibilità di creare una infrastruttura di tipo "peer to peer" per diffondere in "streaming" contenuti audiovideo: funziona, abbiamo provato direttamente, ma per quanti e per quanto tempo? Per implementare modelli di business remunerativi il servizio deve essere garantito.
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