Tentano di farci credere che la televisione "via cavo" (comunque ben diversa dal "via cavo" tipicamente americano) sia più moderna del digitale terrestre o satellite: ma se il mondo intero va verso connessioni wireless!
Beppe Grillo dovrebbe saperlo. L'IPTV è un sarchiapone (come il noto animale immaginario della scenetta di Walter Chiari) perché non esiste: si tratta di un computer che digitalizza un flusso audiovideo e lo mette a disposizione di un certo numero di "client" che si collegano, in tempo reale se il programma è digitalizzato e messo a disposizione in tempo reale, in differita se si tratta di un file memorizzato sul computer "server".
Ci sono anche varianti a questo schema base, i computer che "servono" possono essere più d'uno e distribuiti nel mondo oppure possono essere studiate particolari strategie di trasmissione dei dati che ottimizzano la diffusione, ma di fatto il sistema non funziona: provate a collegarvi con un indirizzo cinese o serbo per vedere a sbafo le partite del campionato italiano e capirete. Nella migliore delle ipotesi vedrete pochi fotogrammi al secondo e con una qualità scarsa, poca risoluzione molta quadrettatura.
Ovviamente, se chi fornisce il servizio è il gestore della rete (per es. Telecom con Alice TV) le cose cambiano in meglio: questi ha la possibilità di replicare all'infinito i server e piazzarli nei nodi giusti della rete e fornire in questo modo un servizio accettabile (a pagamento): inutile dire che ai server il segnale può arrivare anche via satellite Dov'è quindi la libertà? L'innovazione? La bidirezionalità? Nel caso in cui un privato provasse a "trasmettere" (in realtà non trasmette (push) nulla) un flusso audiovideo nella migliore delle ipotesi potrebbe garantire una visione accettabile ad una decina di "client": può chiamarsi televisione questo modello di diffusione? Costanzo direbbe che trattasi di citofono.
Diverso, infine, il caso in cui un file audiovideo è messo a disposizione per il download, come se fosse un DVD nello scaffale pronto ad essere preso e visto. I clienti possono essere molti, al limite infiniti se la possibilità di scaricamento è prolungata nel tempo, anche perché eventuali congestioni si traducono in lentezza nel trasferimento, che prima o poi finirà. Ma è televisione questa? No, è Blockbuster via internet, interattivo com'è interattivo l'andare sotto casa e scegliersi il film per la serata, con il vantaggio per Blockbuster di non spostare neanche una videocassetta per vendere il suo prodotto, che diventa virtuale e automatico. Acc, ma anche Blockbuster è di Berlusconi! "Maledetto Silvio, hai vinto anche stavolta!" direbbe l'acerrimo nemico di Nick Carter, spiegandoci meglio di tanti giornalisti l'interesse di Mediaset ad entrare nel business della telefonia...
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